"IL MANIFESTO" NON E' "AVVENIRE"
Ci risiamo: arriva la fine dell’anno e, come accade da tempo, si ripropone il tema del taglio ai contributi ai giornali “no profit”: un pugno di realtà editoriali importantissime in un mondo, quello dei mass media, dominato da un’oligarchia potentissima.
Si tratta del taglio dei finanziamenti diretti, quelli cioé che sono cuciti addosso alla testata che ne usufruisce: quelli a pioggia vengono comunque erogati, col risultato che ricevono il sostegno del Governo vere e proprie porcherie che, visto il numero dichiarato di copie vendute giornalmente, non ne avrebbero davvero bisogno.
Certo, anche all’interno della così detta editoria “indipendente” i casi sono diversi, a seconda di chi è il principale “azionista” del foglio in questione: ad esempio, l’organo della Conferenza Episcopale Italiana, Avvenire, non è equiparabile al manifesto.
Il primo non pensiamo possa avere soverchi problemi a continuare la sua esistenza – basta che il capo della piazzetta romana pomposamente chiamata Città del Vaticano decida di finanziarlo con i soldi dell’Istituto delle Opere Religiose – mentre per il secondo questa manovra equivale ad una condanna a morte.
Non abbiamo grande simpatia per lo storico quotidiano di via Angelo Bargoni 8, ma una cosa dobbiamo riconoscergliela: come scrive la direttrice Norma Rangeri, è l’unico esempio di quotidiano di sinistra rimasto, e forse per questo è del tutto inviso ad una grossa fetta dei politicanti italiani di tutti gli schieramenti.

Tra coloro che più hanno in antipatia il foglio in questione si trovano gli esponenti del Movimento 5 Stelle, il cui furore ideologico contro gli sprechi, o presunti tali, non conosce confini: tanto meno quelli della decenza.
Il sospetto è che l’obiettivo dei sedicenti anti-casta sia quello di eliminare un concorrente di rilievo per quello che è il loro giornale di riferimento, seppure ufficialmente indipendente: il Fatto Quotidiano.
Forse pensano che i lettori del manifesto, una volta tolta di mezzo la pubblicazione, passeranno a leggere l’unico altro organo di informazione che in effetti risulta essere appena leggibile: la stragrande maggioranza di loro, però, smetterà semplicemente di informarsi attraverso fogli cartacei.
Bosio (Al), 31 dicembre 2020
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
http://pennatagliente.wordpress.com